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Agricoltura e solare: una soluzione che può portare grandi benefici



L’unione del settore agricolo con quello fotovoltaico sarebbe un’importante svolta sia a livello economico che ambientale, ecco perché l’Unione Europea si è messa in campo per cercare una soluzione vantaggiosa da entrambe le parti, preservando cibo, ambiente ed economia.


Da molto tempo si stanno cercando delle idee innovative che possano coniugare il bisogno di ridurre le dannose emissioni di CO2 nell’ambiente, evitando anche la contaminazione degli alimenti, con quelle di risparmio economico, per creare finalmente un paese sostenibile e in grado di soddisfare appieno le esigenze di ogni cittadino preservano anche la salute.


Una soluzione concreta è rappresentata dall’agro-voltaico, un settore innovativo, promettente e sicuramente in grande espansione, che consiste nella fusione tra agricoltura e fonti rinnovabili, come il sole, attraverso l’attivazione di nuove politiche ambientali che daranno vita ad evolute tecniche produttive ed energetiche.


L’agro-voltaico può portare numerosi vantaggi se installato direttamente sopra le colture, perché i pannelli riparano le coltivazioni dal forte calore solare e dalle intemperie, come pioggia, grandine o gelate, creando nel tempo una produzione più stabile con poche perdite, oltre ad aumentare la resa delle celle fotovoltaiche essendo posizionate in punti molto soleggiati.


La prima fase di questo sistema si è presentata attraverso le serre fotovoltaiche, anch’essa una nuova idea che sembrava rivoluzionaria ma in realtà non ha funzionato come avrebbe dovuto, soprattutto per la mancanza di collegamento produttivo e progettuale che poneva gli agricoltori nella posizione di semplici locatori, senza ottenere benefici legati alle coltivazioni.


A supporto dell’agro-voltaico è intervenuta l’Unione Europea che ha creato L’European Green Deal, un nuovo programma che ha come obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050, dove a capo troviamo la presidente della commissione Europea Ursula von der Leyer, incaricata di guidare il continente nella costruzione di un nuovo modello di crescita sostenibile.


Il raggiungimento di questo traguardo però richiederà un grande cambiamento del settore agricolo attuale, in particolare nel cercare di coinvolgere in modo paritario tutte quelle istituzioni e soggetti che daranno il loro contributo per lo sviluppo del progetto, come produttori energetici, agricoltori, amministrazioni locali e molti altri.


Il punto focale su cui ragionare sono tutti quei campi abbandonati ogni anno dagli agricoltori, infatti secondo gli studi per raggiungere i 35 GW di fotovoltaico previsti dal piano nazionale, basterebbero 50 mila ettari di terreno inutilizzato che comprendono solo una minima parte del totale, così facendo non si andrebbe a modificare completamente il sistema e sarebbe un vantaggio sia per gli agricoltori che per gli investitori energetici.


Spiegando nel dettaglio, tutti gli investitori energetici potranno usufruire di terreni altrimenti non utilizzabili a causa delle loro condizioni, oltre a contenere i costi grazie all’affitto e alla manutenzione condivisa degli impianti, mentre per gli agricoltori sarebbe possibile rifinanziare le proprie attività rilanciandole a livello economico e produttivo, potendo usufruire anche di un importante sostegno utile a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.


Realizzare questo progetto però non è semplice come sembra, innanzitutto serve un’attenta analisi dei terreni e delle colture prima di installare effettivamente i pannelli, in questo contesto si può anche valutare la possibilità di nuove produzioni, ovviamente tenendo conto dei tempi necessari, quindi tutte le produzioni agricole dovranno essere ricalibrate in base all’economia di scala, cercando di introdurre un elemento che dia quel “valore aggiunto” alla produzione.

L’unico dubbio è legato alla grave condizione economica mondiale che stiamo affrontando in questo periodo, perché forse non ci permetterà di rispettare appieno i tempi previsti, anche se secondo l’ultimo Rapporto ambientale della Banca d’Italia l’anno 2020 viene considerato un periodo di grande cambiamento, perché dopo una sorta di black out mondiale la ripartenza delle attività porterà alla formazione di nuove economie che avranno l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale.


In conclusione, l’agro-voltaico è un sistema innovativo che potrebbe dare una svolta definitiva alla nostra economia mondiale senza danneggiare l’ambiente, purtroppo però ci sono ancora molti aspetti da sviluppare e perfezionare prima che possa diventare una nuova economia totalmente green.


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