REXENERGY - Energie Rinnovabili      P.iva 02862320989  -   REA484474   

Privacy

  • Twitter REXENERGY
  • Facebook rexenergy
  • instagram rexenergy
  • LinkedIn rexenergy
  • REXENERGY

Come funziona la maxi batteria Tesla che si mette in casa




Un caso esemplare: in Romagna due coniugi immagazzinano l'energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico con Tesla Powerwall 2 per rendere la propria casa energeticamente autonoma

A mezzogiorno e mezzo di una giornata assolata, l’impianto fotovoltaico da 6 kWp di Casa Calénc generava una quantità di energia pari a 3,7 kWh (l’afa e le alte temperature ostacolano gli alti rendimenti). Di questa, un terzo era utilizzato dalla pompa della piscina e dagli elettrodomestici, il rimanente era immagazzinato nel nuovo sistema di stoccaggio Tesla Powerwall 2. Si tratta della nuova batteria ricaricabile di Tesla che accumula l’energia generata dai pannelli fotovoltaici. In alternativa, per chi ha un contratto con tariffa elettrica bioraria, Tesla Powerwall 2 può assorbire l’energia elettrica dalla rete nella fascia oraria più conveniente e renderla disponibile in quella più cara (funzione Time of Use attualmente non disponibile in Italia). Abbiamo cercato di capire “sul campo” vantaggi e difetti di questa maxi batteria che si installa in casa.

Casa Calénc è un B&B dall’elevata efficienza ecologica, immerso nelle colline romagnole, a Rontagnano a circa 40 chilometri da Rimini. Dall’inizio della primavera alla fine dell’estate, il caseggiato del ‘500 è gestito da Enrico ed Elisabetta. Questi, a dire il vero, sono i nomi italiani di Hans & Lisbeth, una coppia di olandesi innamorati della bellezza incontaminata di queste terre segnate dai calanchi. Da cui il nome del B&B. Come forma di rispetto verso l’ambiente, gli altri e anche se stessi, i coniugi olandesi hanno cercato soluzioni per dare alla loro abitazione una bassa impronta ecologica. L’abitazione è stata totalmente ristrutturata rispettando i criteri della bioedilizia. Ambienti freschi d’estate anche senza l’uso di aria condizionata. Sono stati inseriti dei serbatoi sotterranei di stoccaggio dell’acqua piovana per l’irrigazione e i sanitari. Nel 2009 è stato montato il primo impianto fotovoltaico insieme a uno solare/termico per l’acqua calda e il riscaldamento. Infine, alla fine del 2017, Enrico ha deciso d’installare Tesla Powerwall 2.


Enrico ed Elisabetta non hanno usufruito della detrazione fiscale del 50%. Loro infatti non sono residenti in Italia. Spinti dalla sostenibilità, sono stati dei pionieri. Questo perché fare la cosa giusta, secondo loro, non è l’unica leva da considerare. La decisione di dotare la casa di un impianto fotovoltaico e di una struttura di stoccaggio può dipendere anche da almeno altri tre fattori ugualmente forti. A differenza di una qualsiasi miglioria architettonica, la casa autoalimentata è un edificio che produce valore nel tempo. In più, sarà slegata dai rischi di black out della rete elettrica nazionale in periodi di forte calura. Attualmente questo servizio è attivo solo in Inghilterra e Germania. Infine, una casa energicamente indipendente ha un costo costante dell’energia prodotta per tutta la durata dell’impianto. Tutto ciò avviene indipendentemente dagli aumenti dei costi dell’energia elettrica dei vari distributori.


Enrico ha compreso che era conveniente installare Tesla Powerwall 2 dopo un’attenta analisi redatta su un foglio Excel compilato sul retro della porta della sala caldaie (vedi foto sopra). Scherzi a parte, è stato affiancato da un professionista del settore che lo ha aiutato a definire l’effettiva necessità e la potenza della batteria necessaria per rendere energicamente autonoma la propria casa. Enrico aveva evidenziato che molta dell’energia prodotta dai pannelli a metà mattina e nel primo pomeriggio finiva in rete perché non utilizzata. Mentre dal tardo pomeriggio il fabbisogno della casa era superiore all’energia prodotta. Inoltre, bisogna tener presente che l’energia immessa in rete è pagata meno rispetto a quella acquistata. Per questo motivo, il gioco sta nel massimizzare l’autoconsumo. Quindi, per avere una casa autoalimentata la scelta è ricaduta su un’unica batteria Tesla Powerwall 2 da 13,5 kWh. Batteria capace di garantire 5 kW con picchi di 7 kW. Senza dover accedere alla rete di distribuzione elettrica. Senza la necessità di altra apparecchiatura.


Dato che nel tardo autunno e in inverno Enrico ed Elisabetta vivono in Olanda, hanno deciso di montare la batteria internamente. Al sicuro. Tra l’altro, tra 0 e 30°C, Tesla Powerwall 2 raggiunge la sua massima efficienza e produce un rumore inferiore a 40 dBA. Quasi impercettibile. Ma può resistere anche all’esterno sotto le intemperie a temperature da -20°C a +50°. In più, la batteria ricaricabile utilizza un inverter integrato. Così, senza l’ausilio di nessun’altra apparecchiatura aggiuntiva, converte la corrente continua dei pannelli fotovoltaici in corrente alternata. Meno costi e meno complessità. Inoltre, tutto l’impianto è monitorabile dallo smartphone grazie all’app Tesla. Enrico avanza, però, una richiesta al costruttore americano. Una volta stabilita la priorità di utilizzo degli elettrodomestici, Tesla Powerwall 2 dovrebbe in autonomia erogare loro energia in base alla scorta e all’energia prodotta dai pannelli. Senza che sia l’utente a dover effettuare calcoli approssimativi. Questo avviene soprattutto il mattino quanto la riserva di energia è più bassa.


Scopri quanto puoi risparmiare con un impianto fotovoltaico con accumulo CLICCA QUI



fonte: Wired