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Il fotovoltaico in Italia, ecco come si è evoluto negli anni



Risorsa essenziale perché ha permesso di diminuire i costi dell’energia elettrica grazie al sole, una fonte totalmente rinnovabile presente in natura, oltre a ridurre le emissioni di CO2 dannose anche per la nostra salute! Ma come siamo diventati uno tra i primi paesi per potenza installata?


Il primo impianto fotovoltaico (1979)


Il primo impianto fotovoltaico realizzato in Italia risale ancora al 1979, installato sugli appennini tosco-emiliani al Passo della Mandriola e con la potenza di 1Kw, da quel momento in poi è iniziato un costante processo di evoluzione che ci ha portato a capire quanto sia importante l’energia solare per la nostra vita.


Protocollo di Kyoto (1997)


Il primo importante passo però si ebbe solo nel 1997 con la sottoscrizione del protocollo di Kyoto, un trattato internazionale che riguarda il surriscaldamento globale, questo perché la temperatura del pianeta è aumentata notevolmente nel corso dell’ultimo secolo portando diversi problemi, come lo scioglimento dei ghiacciai, un’ampia desertificazione oppure continui fenomeni atmosferici estremi.


L’accordo ha coinvolto ben 180 stati, tra cui Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Cina, Giappone e il 29 aprile del 1998 viene firmato anche dall’Italia, per poi essere ratificato il 31 maggio del 2002, insomma una sorta di “patto” che ha riunito le più potenti forze del mondo verso un unico obiettivo.


L’obiettivo di questo protocollo è infatti quello di ridurre la quantità di emissione dei gas ad effetto serra, producendo energia pulita attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili presenti in natura, tra cui la forza del vento, il calore della terra e appunto l’energia solare.


Conto energia, il sistema di incentivazione (2007)


Dopo 10 anni, a causa delle poche installazioni presenti sul territorio italiano, si è pensato di emanare un sistema di incentivazione chiamato “Conto energia” coordinato direttamente dal GSE, infatti ebbe un enorme successo passando da poco più di 100 MW installati nel 2007 a 18 GW nel 2013, gli impianti si concentravano soprattutto nel sud del paese con sistemi di grandi dimensioni.


Il Conto energia durò solo fino al 2013, perché ritenuto troppo dispendioso per lo stato arrivano a costare circa 6 miliardi di euro l’anno, la produzione è comunque continuata grazie ad altri incentivi come il 50% diretto in fattura.


Il piano 20-20-20 (2012)


Il trattato di Kyoto però aveva una scadenza fissata per il 31 dicembre 2012, infatti durante quell’anno venne progettato un nuovo piano per continuare a perseguire gli stessi obiettivi ma in modo più specifico, questo nuovo progetto aveva preso il nome di 20-20-20, perché?

Semplice, lo scopo finale consisteva nel ridurre l’emissione di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta con fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico, tutto entro l’anno 2020, sicuramente un importante impegno anche per il nostro stato che ha raggiunto l’obiettivo attraverso: politiche e sostegni fiscali, ricerche per lo sviluppo dell’efficienza energetica e sensibilizzazione dei cittadini alla riduzione di emissione di gas ad effetto serra.


La notizia più eclatante è che l’obiettivo fu raggiunto ben 6 anni prima nel 2014, questo grazie ai costanti piani di investimento, contributi economici e il grande supporto di tutti i cittadini e aziende private.


Il progresso continua: La SEN (2017)


Dato il grande progresso ottenuto dall’Italia in questo ambito, il 10 novembre 2017 ha emanato un nuovo provvedimento con il nome di “Strategia Energetica Nazionale”, che si basa su 3 obiettivi da raggiungere entro l’anno 2030, quali?


1) Competitività: consiste nel ridurre il prezzo dell’energia, per allinearsi con quello stabilito dagli altri paesi appartenenti all’Unione Europea;

2) Sicurezza: lo scopo è raggiungere la piena autonomia, una sicurezza di approvvigionamento, oltre ad una flessibilità del sistema e delle infrastrutture energetiche;

3) Ambiente: raggiungere l’obiettivo europeo mantenendo la temperatura terrestre al di sotto dei 2°C, previsti dall’Accordo di Parigi del 2015.


Tutto questo per raggiungere la totale decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale, cioè una riduzione del rapporto carbonio-idrogeno nelle fonti di energia, con l’aiuto soprattutto del sistema fotovoltaico che utilizza solo l’energia solare.


La situazione oggi (2021)


La produzione di energia fotovoltaica in Italia è sempre in continuo aumento, grazie anche a numerose agevolazioni e incentivi, come il Superbonus 110%, il nuovo Decreto Fer 1 che porta una serie di importanti vantaggi come una tariffa incentivante a 0,10€/KHW, credito per autoconsumo o il credito d’imposta al 10%, e lo sconto in fattura del 50% direttamente sull’impianto.


Inoltre, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) prevede il raggiungimento di 52 GW di produzione fotovoltaica entro l’anno 2030, un numero molto più elevato rispetto ai 20,9 GW installati fino al 2019, in particolare la crescita dovrebbe raggiungere il massimo livello nel biennio 2023-2025, con una capacità media annuale aggiuntiva pari a circa 4,6 GW.


Hai capito quanto è importante il fotovoltaico sia per il benessere ambientale che per la riduzione dei costi di produzione... E tu, hai già il tuo impianto fotovoltaico o ci stai ancora pensando?


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