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  • Immagine del redattoreREXENERGY

Piccola ma “tosta”, la Danimarca approva una legge climatica molto ambiziosa



In Danimarca le fonti rinnovabili sono sempre più competitive, tanto che alcuni progetti eolici a terra hanno quasi rinunciato agli incentivi nell’ultima asta “neutra” dal punto di vista tecnologico, così definita perché mette l’eolico e il fotovoltaico in diretta competizione tra loro.


Intanto il Parlamento danese ha approvato a larghissima maggioranza una legge per il clima (Climate Act) che prevede, come obiettivo nazionale vincolante, di tagliare del 70% le emissioni di CO2 entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. L’obiettivo italiano è appena del -37%.


I risultati dell’asta eolica-fotovoltaica


In una nota dell’agenzia danese per l’energia (DEA, Danish Energy Agency), si parla di un prezzo medio pari a 0,21 euro (1,54 corone danesi) per kilowattora, il 30% in meno rispetto al valore medio spuntato dalle rinnovabili un anno fa in una competizione analoga.


Così una parte consistente dell’intero budget disponibile è rimasta inutilizzata: circa 100 milioni di corone danesi, quasi il 40% del totale.


L’asta ha premiato sette progetti per complessivi 252 MW di potenza, dove il prezzo più basso è stato aggiudicato a un impianto eolico da 36 MW, che riceverà una tariffa premium di una sola corona per kWh in aggiunta al prezzo di mercato dell’energia elettrica, per un periodo di 20 anni.


Gli operatori dovranno connettere alla rete gli impianti entro due anni dalla firma dei relativi contratti con l’agenzia per l’energia.


Più in dettaglio, come riassume lo schema sotto (clicca sulla tabella per ingrandire), tratto dalla nota dell’agenzia, tra i vincitori ci sono anche due progetti ibridi di eolico e fotovoltaico, entrambi proposti dalla società Eurowind Energy per una potenza cumulativa di circa 97 MW.


Con legge per il clima, la Danimarca punta anche ad azzerare le emissioni nette di anidride carbonica al più tardi nel 2050.


Ogni anno, evidenzia una nota del ministero per l’energia, il governo dovrà definire un piano per l’azione climatica (Climate Action Plan) con le misure concrete volte a ridurre le emissioni in tutti i settori: produzione di energia, trasporti, edifici, agricoltura, industrie.


E ogni cinque anni, il governo dovrà fissare traguardi intermedi vincolanti di riduzione delle emissioni, con una prospettiva decennale; il piano climatico 2020 conterrà un primo traguardo al 2025.


Ricordiamo infine che a ottobre la Germania ha approvato la prima legge tedesca sul cambiamento climatico (Klimaschutzgesetz), corredata da un programma di misure per raggiungere gli obiettivi ambientali; mentre alla fine di novembre il Consiglio federale tedesco (Bundesrat) ha dato via libera definitivo ad alcuni provvedimenti-chiave del programma, tra cui la carbon tax su edifici e trasporti.


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