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Le energie rinnovabili hanno vinto la gara contro il carbone e stanno iniziando a battere il gas



Negli ultimi anni, il costo in rapida diminuzione delle energie rinnovabili ha sconvolto l’economia energetica, con nuovi impianti solari ed eolici che sono ora decisamente più economici rispetto alle centrali a carbone. Ora la nuova BNEF’s LCOE Analysis pubblicata da Bloomberg New Energy Finance ( BNEF), conferma che «Due tecnologie che erano immature e costose solo pochi anni fa ma che sono ora al centro della dispiegarsi della transizione energetica low-carbon hanno visto nell’ultimo anno guadagni spettacolari in termini di competitività dei costi.


L’ultima analisi BNEF’s LCOE dimostra che «Dalla prima metà del 2018, il costo di riferimento dell’elettricità, (levelized cost of electricity  – LCOE) per le batterie agli ioni di litio è sceso del 35% a 187 dollari per megawatt/ora. Nel frattempo, il benchmark LCOE per l’eolico offshore è diminuito del 24%. Anche l’energia eolica e il fotovoltaico onshore sono diventati più economici, il loro LCOE di riferimento rispettivo ha raggiunto i 50 e i  57 dollari per megawatt/ora per i progetti che iniziano la costruzione all’inizio del 2019, in calo del 10% e del 18% rispetto ai dati equivalenti di un anno fa».

Secondo Tifenn Brandily, un’analista del BNEF, «Nella maggior parte dei Paesi, il solare fotovoltaico e l’energia eolica onshore hanno vinto la gara per essere la fonte più economica delle nuove “bulk generation”, ma l’invasione delle tecnologie pulite sta andando ben oltre, minacciando il ruolo di bilanciamento che speravano di svolgere, in particolare, gli operatori degli impianti a gas»


Un altro fattore economico che lavora a favore delle energie rinnovabili è che i prezzi del gas sono molto volatili, mentre i prezzi delle batterie e dell’energia solare sono destinati a diminuire drasticamente. INolre, Romm è convinto che «Le energie rinnovabili e lo stoccaggio diverranno sempre più competitivi con il gas naturale in più applicazioni, in quanto un numero crescente di Paesi applica un prezzo sull’inquinamento da carbonio che riflette pienamente il danno alla salute umana e a un clima vivibile».


Negli Usa gli oppositori repubblicani dell’energia pulita (ma anche il vicepremier Matteo Salvini in Italia) dicono spesso che i combustibili fossili sono insostituibili perché l’energia rinnovabile non funziona sempre. Recentemente Donald Trump ha preso in giro l’ energia eolica: «Mettiamo un po’ di mulini a vento: quando il vento non soffia, per favore, spegni il televisore». Il presidente Usa ha deriso anche l’energia solare,: «Non abbastanza potente ed è molto, molto costosa». A gennaio Salvini, in piena polemica col ministro dell’ambiente Costa sulle nuove concessioni sulle trivelle offshore ha detto praticamente le stesse cose: «Non si può dire no al carbone, no al petrolio, no al metano, no alle trivelle, mica possiamo andare in giro con la candela e accendere i legnetti».


Romm conclude: «Trump è cieco di fronte alla rivoluzione dell’energia pulita, dimostrando quanto disperatamente il Paese abbia bisogno di un presidente che comprenda davvero sia la scienza del cambiamento climatico sia il business dell’energia pulita. La questione non è se le rinnovabili supereranno il gas naturale, ma se i governi contribuiranno a garantire che lo facciano abbastanza velocemente da evitare la catastrofe climatica». Un suggerimento che vale anche per Salvini e per il governo del cambiamento.


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Fonte: www.greenreport.it